“Sii dettagliato”, mi era stato raccomandato.
Lo sono stato.
Il tizio prima di me è stato applaudito nonostante il suo rapporto sui sistemi antimissile fosse, nella migliore delle ipotesi, fin troppo didascalico. Dati, tabelle, statistiche, numeri, mappe. Tutto molto rigoroso, ma sono sicuro che nessuno abbia capito di cosa stesse parlando per davvero. L'astrazione è la peggior caduta di stile per chi voglia eccellere in questo mondo così materico. Il nostro settore entra talmente a fondo nella vita delle persone, scortecciando la più profonda essenza del reale, che mi chiedo come si faccia a ridurlo a una manciata di freddi schemi contabili.
L’azienda che rappresento rappresenta la punta di diamante dell’industria bellica. I nostri apparati svolgono un compito cruciale per la riuscita delle operazioni di attacco, facendo un lavoro pulito. Dispositivi missilistici di nuovissima generazione - droni compresi - gioiellini ad alta tecnologia che ci mettono all'avanguardia e ci rendono capaci di soddisfare un ventaglio quasi inesauribile di esigenze. Velocità ipersonica, calcolo stocastico delle traiettorie, sensori intelligenti settati su ogni categoria di bersaglio, mobile o no, piccolo o grande, indoor o outdoor. Questa, però, è roba da toccare, da guardare.
Un lavoro pulito, dicevo. Ho pensato che sarebbe stato riduttivo limitarsi a mostrare qualche capannone disintegrato o qualche mezzo corazzato in mille pezzi. Devo intrattenere la platea e rendere giustiza alle potenzialità dei prodotti che sto promuovendo. Spesso, infatti, tutto si limita ai danni da barotrauma: le prime due fotografie ad alta risoluzione parlavano chiaro, le ho scelte proprio per la loro efficacia rappresentativa. Immagini assolutamente perfette. Gli organi interni cedono ed è fatta. Si può vedere qualche fuoriscita ematica, spesso da orecchie e naso, ma per il resto i corpi rimangono intonsi. Certo, in casi di schegge e crolli, che i nostri missili sono senza dubbio in grado di provocare (e in larga scala), sono comuni, anzi inevitabili, lacerazioni e amputazioni traumatiche. In questo caso la pulizia è minore, mi pare evidente. Stiamo parlando di missili dal grande potenziale distruttivo, precisissimi nel targeting soggettivo, individualizzato. Uno spettacolo ingegneristico che con l'intelligenza artificiale rende desueti gli armamenti che si producevano fino all'altro ieri. Anche in questo caso la documentazione era più che esaustiva e di ottima qualità.
È stato alla quinta fotografia, selezionata con cura tra centinaia (mi ci sono volute settimane di lavoro, sapete), che i presenti hanno iniziato a rumoreggiare, poi a insorgere, e infine a uscire dalla sala. Uno si è addirittura sentito male ed è svenuto. Un tale ad un certo punto si è alzato dalla prima fila e mi ha portato via trascinandomi per un braccio, chiedendo scusa ai presenti rimasti ai loro posti. È successo tutto talmente in fretta che non ho nemmeno avuto il tempo per protestare.
Cosa mai sarà andato storto? Continuo a chiedermelo. Ho fatto quello che dovevo fare, nel modo più preciso, dettagliato, meticoloso e curato possibile.
Ho aggiunto anche un tocco di riguardo, direi artistico. Le foto erano perfette. In alcune si distingueva addirittura il colore degli occhi.

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