Colgo il faticoso disarticolarsi di giunture intorpidite da noia e freddo Giornate anestetizzate parodie di attimi vuoti Ipnotici rivolgimenti di senso come abbrancati dal laccio dello scorrere inapparente e lento Strascicarsi di pulsioni sorde scricchiolare di pensieri timidamente appesi alla grandezza umana Squarci di maestosità in stanze inutili spazzano le briciole di quello che è solo uno dei tanti giorni inerti
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